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Desio

Desio fece parte del contado della Martesana, menzionato per la prima volta nel 931, soggetto a Milano, benché, a più riprese, come in occasione della discesa del Barbarossa, schierato contro la città.


Almeno dal XII secolo fu capo pieve. Nel corso del Duecento vennero fondati un convento di francescani (soppresso nel 1777) e uno di Umiliati che avviarono la lavorazione della lana.

 

Nell’ambito dei conflitti che opposero i Torriani ai Visconti per la supremazia su Milano, il 21 gennaio 1277 a Desio ebbe luogo lo scontro decisivo da cui uscì vincitore Ottone Visconti.

 

A metà del Trecento fu eretto un castello per volontà di Bernabò Visconti. Gian Galeazzo nel 1385 incluse la pieve di Desio sotto la giurisdizione del podestà di Milano. Durante le lotte tra impero e Francia che travagliarono l’Europa nella prima metà del XVI secolo, nel 1511 la città fu oggetto di saccheggio da parte dei Lanzichenecchi, immortalato in un disegno di Leonardo da Vinci conservato nelle collezioni reali inglesi.

 

Nel 1613 venne elevata dal re di Spagna Filippo III dalla dignità di contea a quella di marchesato; varie furono le famiglie nobili che la ottennero in feudo. Dopo l’unità d’Italia a Desio ebbe sede uno stabilimento noto a livello mondiale: il setificio Gavazzi. Successivamente si affermarono l’industria del mobile e quella meccanica (negli anni ’60 del Novecento si insediò l’Autobianchi). Nel 1924 il comune ottenne il riconoscimento di “Città”. Lo stemma comunale deriva da quello della famiglia dei Da Dexio di cui ha cambiato i colori rosso e argento.

 

 

 

A Desio si trova una delle ville più importanti di tutta la Brianza: Villa Cusani Tittoni Traversi, mirabile costruzione di architettura neoclassica e, dopo la Villa Reale di Monza, il più riuscito esempio di villa di campagna patrizia.

 

Eccezionale per forma e dimensioni, l'edificio attuale è il risultato di due diversi interventi che trasformarono l'originaria costruzione barocca: il primo fu ad opera di Giuseppe Piermarini, che diede alla villa la forma neoclassica; il secondo dell'architetto Pelagio Palagi che, tra il 1817 ed il 1846, lavorò ai giardini e diede all'edificio la veste attuale, stravolgendo il complesso piermariniano. delle decorazioni originali neoclassiche; la ristrutturazione realizzata dal Palagi è influenzata dal gusto del revival stilistico della seconda metà dell'800.

 

L'ambiente più originale è la sala da pranzo in stile neogotico, con boiserie nera su fondo oro che riveste pareti e soffitto, con medaglioni affrescati. Oggi la villa è sede di uffici comunali e della Biblioteca civica, mentre il giardino è pubblico.

 

 

Particolare della Basilica sei SS. Siro e Materno - dalla guida "Monza e Brianza - arte, natura e cultura di una provincia da scoprire" della Provincia di Milano - progetto Monza e BrianzaMolto bella è la Basilica dedicata ai SS. Siro e Materno, eretta nel XVI-XVIII secolo ed ampliata alla fine dell'800. A lato della basilica, si eleva un campanile in stile gotico dell'inizio del XV secolo.

 

La settecentesca chiesa di S. Maria, che tuttavia conserva opere pittoriche cinquecentesche e seicentesche, si trova po