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Le colline di Montevecchia

Il Parco di Montevecchia e della valle del Curone ha una superficie di circa 2400 ettari che comprendono aree di grande interesse ambientale, centri urbani, insediamenti produttivi, aree agricole, monumenti architettonici di valore storico-artistico.

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Albiate

 

Albiate

 

 

Ad Albiate è possibile visitare la parrocchiale dedicata a S. Giovanni Evangelista. Sorta su un precedente edificio duecentesco, ampliata e rimaneggiata nei secoli, è oggi l'opera dell'architetto Spirito Maria Chiappetta, che vi lavorò alla fine dell'800, mantenendo lo stile rinascimentale. Il campanile adiacente la chiesa è invece una meravigliosa struttura in pietra alta 35 metri, eretta nella prima metà dell'XI secolo, nonostante una lapide posta alla base del campanile abbia indotto a datare la costruzione della torre agli inizi del '400.

Il cuore del paese è caratterizzato da due importanti dimore patrizie.


La Casa del Conte Tomini, nonostante la ristrutturazione ottocentesca, presenta ancora le caratteristiche tipiche dei palazzi urbani settecenteschi. Villa Tanzi, che dagli anni '50 del secolo scorso ospita la Casa dei Padri Betharramiti, fu edificata intorno alla metà dell'800. Dell'impianto architettonico originario si sono salvate solo alcune sale al pian terreno, dove si possono ammirare alcune decorazioni pittoriche di gusto neoclassico. L'impianto del parco circostante la villa, invece, è stato quasi totalmente conservato; all'interno di esso, si trovano alcuni rustici, uno dei quali è stato recentemente adattato a villa.


In zona collinare, è possibile vedere Villa Airoldi Caprotti, conosciuta come Villa S. Valerio, costruita nel '600 sulle rovine di alcune fortificazioni medievali; all'interno, infatti, esiste ancora un'antica torre medievale, perfettamente incorporata nell'attuale costruzione. Nel 1667 fu costruito, accanto alla villa, un oratorio intitolato alla Beata Vergine Immacolata, poi dedicato a S. Valerio, dove tuttora si trovano le reliquie del santo.

 

Villa Campello, che prende il nome dalla località in cui sorge, fu costruita, tra il 1903 e il 1907, dall'architetto Giuseppe Gmur come un edificio eclettico comprendente diversi stili architettonici, dal rinascimentale al neoclassico.

Il parco è probabilmente molto più antico della villa, come testimoniano alcune specie arboree ultrasecolari, ed ospita anche un alloggio per il custode e una casa colonica, oggi in rovina.

 

 

Nella villa abitò Michelangelo Viganò, proprietario della Manifattura Galeazzo Viganò, opificio tessile, di cui oggi rimane solo qualche traccia; dalla villa si poteva udire il suono della sirena che scandiva i ritmi della fabbrica.

 

Dal sito del Comune la pubblicazione Una visita ad Albiate