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Villa Reale e il Parco

Villa Reale

LaVilla, i Giardini Reali e il Parco sono i luoghi più rappresentativi della maestosità e dell'importanza del ruolo acquisiti dall’antica città regia sul finire del Settecento, quando l’arciduca Ferdinando d’Austria decide di far erigere una residenza principesca fuori Milano. In realtà l'idea di Maria Teresa d’Austria, madre dell’arciduca, era quella di costruire una “casa di campagna”: il risultato è una costruzione maestosa sull’esempio di Schönbrunn, adatta a rappresentare il potere regio più del Palazzo Reale di Milano.
LaVilla Reale nasce quindi con regio decreto di Maria Teresa d’Austria del 17 aprile 1777. La progettazione è affidata a Giuseppe Piermarini, responsabile anche del progetto del Teatro alla Scala di Milano. I lavori iniziano nel maggio 1777 l’arciduca apre la residenza agli ospiti di corte nel 1780. Nel maggio 1796 la villa viene occupata dai francesi con una guarnigione di ussari e l'anno successivo diviene proprietà della Repubblica Cisalpina. Nel 1803 il vicepresidente Francesco Melzi d’Eril la scieglie come propria residenza e affida all’architetto Luigi Canonica il progetto del Teatrino di Corte. Venti anni dopo lo stesso Canonica si occuperà del progetto di ampliamento dei Giardini e del Parco per conto del viceré del nuovo Regno d’Italia, Eugenio de Beauharnais. Alla caduta di Napoleone la villa regia passa di nuovo agli Asburgo che rivolgono particolare cura ai Giardini, alle serre e al Parco. Umberto, figlio di Vittorio Emanuele II, dopo l’annessione della Lombardia al Piemonte del 1859, soggiorna spesso nella villa di Monza e da avvio a importanti interventi di rinnovamento. Dopo l’assassinio di Umberto I, avvenuto il 29 luglio 1900, la Villa viene svuotata degli arredi, chiusa e abbandonata. Negli anni Venti verrà riaperta in occasione delle Biennali d’arte.

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Il Parco

Il Parco nasce nel 1805 come riserva di caccia e tenuta agricola sperimentale, con regio decreto di Napoleone I, che ordinava l’annessione ai Giardini Reali di una fascia di terra di 5 km a nord-ovest di Monza. L’area era di circa 750 ettari e comprendeva due ville dei conti Durini, cascine, mulini, campi, vigneti, prati e boschi principalmente di roveri e un ampio tratto del Lambro che, con le sue larghe anse, attraversa la tenuta da nord a sud. Il responsabile del progetto di ammodernamento è Luigi Canonica che traccia lunghi viali che volgono su straordinarie prospettive verso le Prealpi, Monza e la Brianza. Il progetto prevede la costruzione della cascina S. Fedele, per la quale utilizza particolari architettonici della chiesa milanese di S. Maria di Brera; un viale di carpini fra le ville Mirabello e Mirabellino. Inoltre, utilizzando i materiali di spoglio delle fortificazioni e del Castello visconteo di Monza, erige unmuro di cinta di circa 14 km, dando vita ad uno dei parchi recintati più grandi d’Europa. Il declino ha inizio con il regicidio di Umberto I: il Parco viene ceduto all’Opera nazionale Combattenti nel 1919 e, un anno dopo, a un consorzio costituito dai Comuni di Milano e di Monza e dalla Società Umanitaria. Del 1922 sono la costruzione dell’Autodromo Nazionale e dell’Ippodromo; del 1929 il Golf Club con un impianto a 18 buche. Quest’area comprende anche i Comuni di Vedano al Lambro, Biassono, Lesmo e Villasanta, che, insieme a Monza, circondano il perimetro del Parco.

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L'Autodromo Nazionale

ferrari a monzaA Monza si è sempre corso dalla prima edizione della Formula 1 del 1950. La corsa monzese era una delle quattro gare di quella specie di prototipo di Campionato del Mondo che si corse già nel 1925, tra Italia, Francia, Belgio e Stati Uniti.
Attualmente il Gran Premio d’Italia si svolge la seconda domenica di settembre sulla pista stradale che misura 5770 m, dotata di un edificio box fra i più moderni e funzionali del mondo.

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